La Disciplina di Orzivecchi e il suo ciclo della Passione: la magia dei linguaggi che si mescolano

Se il turista casuale si trova ad Orzivecchi per una visita alla pieve di Bigolio, tanto vale che allunghi il suo percorso e vada a visitare un piccolo oratorio, nascosto dalla bellissima e imponente chiesa parrocchiale del paese, che sicuramente lo affascinerà: la Disciplina. Di fondazione antica, la piccola chiesa sorge accanto all’area che probabilmente era occupata dal castello del paese ed era retta inizialmente dai Francescani, come  ricorda la serie di Frati dipinta nel primo Cinquecento sulla parete settentrionale. Accanto a questo affresco si incontra una Crocifissione purtroppo molto compromessa ed una Madonna del latte molto bella, seminascosta da un pilastro e riemersa nel corso degli ultimi restauri. Affresco dal tratto più raffinato e dal linguaggio che si muove nel solco tracciato dal bresciano Vincenzo Foppa, questo, insieme alla Crocifissione e ad un Santo ritrovato sotto pitture seicentesche, sono, secondo la critica, da attribuire a Paolo da Caylina il Giovane, che nel 1497 doveva avere essere poco più che un ragazzino all’inizio di una brillante carriera.

La Madonna del Buon Consiglio con la tela di Grazio Cossali rappresentante il Padreterno con i santi Francesco e Carlo Borromeo

Sempre a questo periodo risale la cosiddetta Madonna del Buon Consiglio, che riporta la data nella striscia superiore della cornice, circondata da una tela realizzata da Grazio Cossali intorno al 1620. Questo affresco, molto caro agli orceani, è stato dipinto da un autore ancora fortemente legato a stilemi goticheggianti e poco aggiornato sul linguaggio del Foppa, come invece lo era Caylina il Giovane. La tela del Cossali, che rappresenta Il Padreterno con i santi Francesco e Carlo Borromeo, è stata concepita dall’autore per incastonare la preziosa immagine devozionale e risale al 1620 circa, appartenendo alla fase matura del pittore, che sempre per la stessa chiesa aveva realizzato, negli anni Ottanta del Cinquecento, la pala d’altare, rappresentante l’Incoronazione della Vergine con i santi Pietro Martire e Caterina da Siena e i Disciplini. Entrambi i dipinti del Cossali non erano più in loco: la tela della Madonna del Buon Consiglio era considerata persa, mentre la pala dell’altare maggiore era dislocata nella sagrestia della parrocchiale. Solamente quando si è intervenuto per ristrutturare il matroneo il primo dipinto è ricomparso, perché era stato ripiegato e collocato nel sottotetto.

La Flagellazione di Cristo, affresco conservato nel matroneo

La visita potrebbe sembrare terminata, se non ci fosse la sorpresa dei riquadri della Passione che si trovano nel matroneo. Salendo una ripida scaletta, si accede a questa piccola stanza, che veniva utilizzata dai confratelli per le loro riunioni, e si incontrano questi affreschi che sono ricomparsi quando sono stati tolti gli stalli che li ricoprivano. Il ciclo non è integro ma quello che rimane è facilmente leggibile e permette di ricostruire l’ambito culturale dell’artista che lo ha realizzato. Come evidenziato da Sandro Guerini nel volumetto L’oratorio della Disciplina di Orzivecchi, l’ignoto autore dimostra di conoscere il nuovo linguaggio rinascimentale che si sta sviluppando a Firenze, come palesa il riquadro della Flagellazione, comparato con il medesimo soggetto realizzato da Piero della Francesca, ma di essere aggiornato anche su quanto avviene “in patria”, come testimonia l’uso degli incarnati grigiastri tanto cari al già citato Vincenzo Foppa. Sempre Guerini inoltre mette in relazione questo ciclo con quello realizzato presso il santuario dell’Annunciata a Piancogno dalla cerchia di Giovan Pietro da Cemmo, che risale al 1478: il linguaggio del pittore camuno, seppure duro e tagliente, risulta essere molto elaborato, in quanto commistione di ricordi bizantineggianti e gotici che si uniscono ad influenze tedesche e rinascimentali, per dare vita ad un linguaggio nuovo ed autonomo. Saremo mica anche in questo caso davanti ad un artista pellegrino, come lo era stato quasi un secolo prima Johannes da Volpino?

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