Giornata dei Castelli Aperti. Romano di Lombardia.

Allora, io non è che mi voglia lamentare, ma ultimamente era già tanto se avevo il tempo di andare a fare la pipì, visto che avevo un sacco di guide in settimana e, non contenta, appena tornavo a casa, dovevo mettermi a studiare perché, si sa, nella vita non si finisce mai di imparare. Ma oggi che la mia settimana lavorativa di dieci giorni sta quasi terminando, quasi rabbrividisco a pensare al giorno di Pasquetta, quando al castello di Malpaga sono arrivate MILLEQUATTROCENTO persone per visitare la dimora che fu di Bartolomeo Colleoni. Rabbrividisco anche a pensare che il 3 maggio si ripeterà l’evento dei Castelli Aperti e chissà quanta gente verrà a trovarci.
Romano dall’alto: la sua pianta a scudo allungato.
La Giornata dei Castelli Aperti prevede l’apertura dei castelli della Bassa Bergamasca nella stessa giornata ma in orari differenti e fanno parte del “circuito” i castelli di Malpaga (frazione di Cavernago), di Urgnano, di Pagazzano e Brignano Gera d’Adda e i borghi fortificati di Martinengo e di Romano di Lombardia. Vorrei parlare in questa sede della mia città, Romano. Fondata (o meglio, rifondata) in un territorio sotto il controllo totale del vescovo di Bergamo nel 1171, il centro storico possiede una pianta a scudo allungato, come se si incuneasse in territori di diverso dominio politico. Il suo fulcro è caratterizzato da portici, che testimoniano la vocazione commerciale del centro, e dalla Piazza Roma, punto d’incontro delle vie che portavano alle tre porte della città, dove si trovano le chiese principali: la parrocchiale dedicata alla Vergine e a San Giacomo Maggiore Apostolo e la basilica di San Defendente. La parrocchiale conserva pregevoli opere artistiche, fra cui l’Ultima Cena di Giovan Battista Moroni del 1568-1569. Accanto alla struttura rimaneggiata a partire dal 1714 si trovano i Portici della Misericordia, porticato voluto e finanziato dal Capitano Generale delle Truppe Venete Bartolomeo Colleoni nella seconda metà del XV secolo, costruzione pensata sia per attività commerciali (piano terra) che come moduli abitativi (piani superiori). Sempre su Piazza Roma, appena prima dei Portici della Misericordia, il palazzo più antico della città, il Palazzo della Ragione, coevo alla rifondazione del borgo e arrivato ai giorni nostri abbastanza leggibile nel suo aspetto medievale. 
Portici della Misericordia.
Delle antiche porte di accesso alla città ne rimane solo una, Porta Brescia, posta lungo la direttiva accanto ai Portici della Misericordia. Oltre a questa, esistevano anche la Porta Crema, a sud del centro abitato, e la Porta Bergamo, accanto alla rocca, a nord. Le mura che cingevano il vecchio borgo sono state demolite nell’Ottocento e queste erano caratterizzare dalla presenza di torrette e pusterle secondarie, che erano sempre presidiate. 
Porta Brescia.
Le mura erano potenziate dalla rocca viscontea, costruita a partire dal XIII secolo e ampliata e modificata nel tempo. Attualmente sede del museo della Memoria della Comunità e di alcuni uffici, è visitabile solo in parte. Facendo un salto cronologico di diversi secoli, in prossimità della rocca si trova il Museo Rubini, sito nel palazzo costruito per volontà del tenore Giovan Battista Rubini e che ospita cimeli del grande cantante, che alla sua morte ha lasciato il suo tesoro alla comunità romanese.
La rocca viscontea.
Non voglio dilungarmi oltre nel descrivere il piccolo centro della Bassa perché sarebbe preferibile vederlo di persona, anche perché se nella zona si continua a cementificare come si è fatto negli ultimi anni, magari rischieremo di perderlo senza averlo mai visto. Mica parlo a vanvera: nel centro storico esiste un palazzo che non si integra nel modo migliore con l’aspetto medievale del circondario, il Palazzo Muratori, soprannominato in paese come il Mostro… lascio a voi scoprire il perché.
Per saperne di più.

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