Dall’ospizio alla chiesa: San Giacomo a Soncino

Il turista casuale è stato più volte a Soncino e mai ha smesso di incuriosirsi davanti ai meravigliosi monumenti di cui la cittadina cremonese è ricca. Uno degli edifici più antichi e interessanti è la chiesa di San Giacomo, che si presenta nelle sue vestigia cinquecentesche, le quali nascondono una fondazione molto più antica. Le cronache narrano che già dal Trecento esisteva sullo stesso luogo una chiesa dedicata al santo più venerato della Cristianità occidentale e questo tempio era sorto in prossimità di uno xenodochio, un ospizio gratuito per pellegrini e viandanti. In questi anni, più precisamente a partire dal 1361, la chiesa di San Giacomo diventò parrocchia autonoma e venne affidata agli Agostiniani di Cremona, ma dopo breve tempo, questi furono obbligati ad andarsene, facendo tornare la chiesa sotto la giurisdizione della vicina pieve. Prima di andarsene, gli Agostiniani costruirono la loro celeberrima torre a sette lati, oggi un po’ pendente a causa del terremoto che nel 1802 colpì il territorio di Soncino e Orzinuovi.

La torre a sette lati eretta dagli Agostiniani. Fonte: https://www.prolocosoncino.it/cosa-vedere.php

Nel 1428 la chiesa di San Giacomo passò sotto la direzione dei frati Domenicani, che diedero impulso al rinnovo architettonico di cui si diceva prima: oltre alla costruzione del chiostro, che è ancora visibile e mantiene lacerti decorativi della seconda metà del Quattrocento, a loro si deve la riorganizzazione dell’area dell’abside, con la sopraelevazione del presbiterio e la creazione della cripta, e l’allungamento del corpo della chiesa, con la creazione di una nuova campata verso la facciata: questo ultimo intervento portò alla distruzione della facciata medievale e alla costruzione di quella attuale, di foggia rinascimentale.

Interno della chiesa di San Giacomo
Interno della chiesa di San Giacomo

Sottoposta ad un recente restauro, oggi la chiesa di San Giacomo non si presenta più buia e lugubre, anzi: i colori degli affreschi risaltano ed esaltano la bellezza di questo edificio, che conserva al suo interno diverse opere che meritano attenzione, come il Compianto su Cristo morto, presente nella prima cappella a destra. Questo gruppo scultoreo in terracotta è stato attribuito da parte della critica al figulo e architetto cremasco Agostino de Fondulis, autore formatosi a Padova e attivo a Milano e a Pavia. Sempre in questa cappella è presente la tela di Grazio Cossali che rappresenta La caduta di Cristo sotto la Croce e la Veronica e un lacerto di affresco, qui trasportato e datato alla fine del Quattrocento, rappresentante L’Addolorata: si tratta di uno dei pochissimi brani pittorici che testimonia la decorazione della chiesa precedente ai restauri realizzati tra Cinquecento e Seicento. Un altro lacerto si trova in fondo alla navata di destra e rappresenta una Crocifissione e una Madonna, purtroppo mutila a causa dell’apertura di una porta.

La Crocifissione e una Madonna purtroppo mutila

Le opere d’arte conservate in questo edificio sono tantissime e non si possono non ricordare le vetrate realizzate da Fra’Ambrogino de Tormoli: queste, rappresentanti L’Annunciazione, si trovano nel catino absidale, dove si trova anche il coro ligneo realizzato dal frate e intagliatore Damiano Zambelli, originario di Zogno e attivo anche a Bologna e Bergamo.

Il presbiterio monumentale

 

Per saperne di più

  • Marubbi, Mario, Soncino arte e monumenti, Grafiche Europa snc, Cremona, 2007, pp. 56-69