Alla scoperta della Valcalepio: la chiesa di San Giovanni Battista a Cividino

Lungo il corso del fiume Oglio sono moltissimi i piccoli tesori nascosti e sconosciuti ai più che meriterebbero di essere messi in luce. Uno di questi è la piccola chiesa di San Giovanni Battista a Cividino, piccola località che fa parte del comune sparso di Castelli Calepio. La chiesa è un gioiello romanico: di piccole dimensioni, sorge sulle vestigia di un edificio più antico, costruito in epoca carolingia, e di quest’ultimo conserva le tracce di un’abside rettilinea, diversa da quella attuale che è semicircolare e che conclude l’unica aula della chiesa.

L’abside di San Giovanni Battista: è divisa in specchiature ed ognuna è conclusa da archetti ciechi. Sono ben visibili le monofore strombate

Come molto spesso accade, il materiale utilizzato per la realizzazione della chiesa è quello che si poteva facilmente reperire a poca distanza: l’osservatore attento riconoscerà nella trama muraria il borlante recuperato dal fiume e disposto a spina di pesce, inframezzato talvolta da conci di pietra sbozzati. La decorazione esterna è molto semplice ed è caratterizzata da lesene nel corpo di fabbrica principale ed in facciata, da specchiature nell’abside coronate da archetti ciechi. Sempre nell’abside sono ben visibili le monofore strombate. Accanto alla chiesa si erge il maestoso campanile, costruito in un secondo momento.

L’esterno della chiesa: da notare le lesene e la trama muraria

Il turista casuale però, se già affascinato dalla semplicità e bellezza di questa piccola chiesa, non potrà non rimanere indifferente alle decorazioni presenti all’interno. Nell’abside, dove è possibile vedere la traccia dell’abside carolingia di cui si è detto sopra, si può osservare il velario che decora la base dell’emiciclo, caratterizzato dalla presenza di animali fantastici, elementi fitomorfi e geometrici che decorano anche le monofore. Nella parte più alta dell’emiciclo sono riconoscibili gli Apostoli e nel catino absidale è facile riconoscere Dio con i simboli dei Quattro Evangelisti. Questi affreschi sono stati realizzati in epoche differenti: il velario e gli Apostoli infatti sono databili all’XI secolo, periodo di costruzione della chiesa, mentre gli altri sono più recenti e potrebbero testimoniare un rinnovamento pittorico avvenuto nel XV secolo. A riprova di questo, nella sala, è presente una Crocefissione di questo periodo, accompagnata da altre raffigurazioni realizzate nel secolo successivo.

Gli affreschi dell’abside

Durante i lavori di restauro realizzati fra il 1979 e il 1980, oltre ad essere state riscoperte le fondamenta della chiesa più antica, sono state scoperte diverse sepolture, sia in prossimità del presbiterio sia nell’aula sacra. Le prime sono più antiche rispetto alle seconde, addossate lungo le pareti dell’edificio e ancora oggi visibili.