Santa Maria della Croce: il Rinascimento a Crema

Giornata gelida e nebbiosa? Niente ferma il turista casuale che, armato di tanta buona volontà e anche di un pizzico di coraggio, decide di fare una passeggiata e di recarsi in uno dei luoghi simbolo del Rinascimento cremasco, il santuario di Santa Maria della Croce, edificio meraviglioso che si erge proprio accanto alla strada che collega Crema a Bergamo.

La passeggiata fra Pianengo e Crema

I quindici lettori di questo blog si ricorderanno sicuramente che, in modo molto veloce, si era già parlato di questo santuario: l’architetto che l’ha realizzato in un primo momento, Giovanni Battagio, era il suocero di Agostino De’ Fondulis, cremasco illustre di cui si è già ampiamente parlato. Oltre al Lodigiano, il secondo architetto che partecipa all’erezione dell’edificio è il cremasco Antonio Montanaro che non altera l’aspetto rinascimentale dell’edificio, caratterizzato da una pianta centrale sormontato da un tiburio circolare, corredata da quattro cappellette ottagonali sormontate da cupolette. L’elemento che più affascina di questo edificio è il dinamismo del suo esterno. Non si ha infatti una facciata liscia, al massimo animata da qualche archetto cieco com’era in uso in epoca romanica: qua si trovano trabeazioni, decorate da cornicette ad ovuli o a fogliami, e finestre e ornamenti di vario genere. Al di sopra del basamento, ecco le gallerie percorribili, formate da lesene trabeate, bifore arcuate e caratterizzate da parapetti decorati.

Ingresso principale del santuario

L’interno, di gusto rinascimentale, conserva opere importanti per delineare il gusto artistico diffuso nella Crema del Cinquecento: oltre all’Assunzione posta sull’altare maggiore di Benedetto Rusconi detto il Diana, pittore veneziano estraneo al contesto cittadino, ecco che compaiono artisti attivi non solo in città ma anche nelle vicine Cremona e Milano: Carlo Urbino, autore della Salita al Calvario, Antonio Campi, che realizza l’Adorazione dei Pastori e Bernardino Campi, già maestro del Malosso, autore dell’Adorazione dei Magi e della Deposizione.

La Deposizione di Bernardino Campi. Accanto il Profeta Zaccaria, realizzato da Aurelio Gatti detto Sojaro

I dipinti sopracitati sono stati realizzati fra il 1575 e il 1578, mentre gli affreschi del corpo centrale e delle cappelle sono datati ad un momento successivo: gli affreschi delle cappelle, che rappresentano i Profeti, sono stati dipinti dal cremonese Aurelio Gatti, detto Sojaro, attivo a Crema negli anni Ottanta del Cinquecento.

Che dite, la gelida passeggiata è valsa la pena?