Il peregrinare del turista casuale

Siccome il turista a volte esce di casa e non sa dove lo porterà il suo peregrinare, è sempre una buona cosa che si tenga in borsa un bel taccuino per eventuali appunti e una bella macchina fotografica, o cellulare, carico possibilmente, per immortalare quello che di più lo incuriosisce. Nello stesso modo, la mia mamma ed io non sapevamo dove il nostro camminare ci avrebbe portato, quel giorno a Milano, ma avevamo il kit del piccolo visitatore già pronto all’uso.
Spesso ci è capitato e ci capita di andare nella grande città ed io, che sono fondamentalmente una contadinotta, ho delle grosse difficoltà a relazionarmi con il caos di gente e di veicoli a cui devo stare attenta, se voglio tornare a casa la sera. Nonostante questa reticenza iniziale so già che, appena terminati i doveri, il girovagare per la città si può trasformare in qualcosa di molto piacevole, specialmente se scopri posti in cui non sei mai stato o se torni in posti che non hanno mai finito di stupirti.
Per me è così la bellissima chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, in Corso Magenta, edificio già esistente in epoca carolingia e riedificato a partire dal Cinquecento su disegno di Gian Giacomo Dolcebuono e Giovanni Antonio Amadeo. La chiesa, divisa in due settori, è completamente affrescata da diversi autori, fra cui Antonio Boltraffio, Bernardino Luini e Antonio Campi. L’edificio è aperto grazie ai volontari del Touring Club e non vorrei dilungarmi sulla descrizione scientifica della costruzione, perché mi interessa che chiunque legga queste due righette abbia la curiosità di andarla a visitare di persona. Diciamo che, una volta entrati, l’occhio non si ferma mai: ci sono troppi dettagli, troppi elementi figurativi che devono essere osservati e che devono incuriosire il visitatore. A me, ad esempio, al di là della presenza di sante affrescate e scene della Passione, ha incuriosito moltissimo vedere la rappresentazione dell’Arca di Noè, in una delle cappelle laterali dell’Aula delle Monache: non ricordo di aver mai visto nulla di simile in altre chiese!
Storie dell’Arca di Noè, Aurelio Luini, seconda metà XVI secolo, chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, Milano

In seguito abbiamo continuato la nostra passeggiata e, visto che non ci trovavamo molto lontane, siamo andate a visitare la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Purtroppo, vista l’ora, era impossibile visitare il Cenacolo, ma è stato bellissimo rivedere la basilica costruita da Guiniforte Solari nella seconda metà del Quattrocento e la tribuna progettata da Donato Bramante alla fine dello stesso secolo: spazi completamente diversi che si intersecano, dando vita ad un unico corpo di fabbrica

La facciata di Santa Maria delle Grazie

armonico e luminoso. La chiesa, divisa in tre navate con cappelle laterali, deve la sua bellezza non solo all’interesse del duca Ludovico il Moro, che voleva predisporre nella tribuna bramantesca il mausoleo della sua famiglia, ma anche alla committenza di diverse famiglie, che hanno pagato pittori affinché decorassero le cappelle, spesso loro ultima destinazione.

La grande tribuna progettata da Donato Bramante, in sostituzione del transetto e dell’abside
La nostra camminata si è poi conclusa con la visita dell’edificio che mi ha sempre entusiasmato di più, la basilica di Sant’Ambrogio. Voluta dal santo vescovo quando era ancora in vita, la chiesa è stata rimaneggiata fra il 1088 e il 1099 ed è da considerarsi come uno dei massimi esempi di romanico lombardo, diventando l’archetipo di molte altre costruzioni, come la basilica dei Santi Maria e Sigismondo a Rivolta d’Adda. L’interno è diviso in tre navate, sormontate dai matronei, che illuminano lo spazio. Le volte a crociera costolonate scandiscono l’interno secondo moduli ben precisi. Nel presbiterio si trova il meraviglioso altare di Vuolvino, realizzato fra l’824 e l’859 con metalli, pietre preziose e smalti. Le iconografie scelte raccontano le Storie di Cristo e le Storie del vescovo Ambrogio, le cui spoglie mortali si trovano nella cripta sottostante insieme a quelle dei santi Gervasio e Protasio.
L’esterno della basilica di Sant’Ambrogio: a sinistra il Campanile dei Canonici e a destra quello dei Monaci

In tutti questi edifici c’è molto di più da vedere oltre quello che mi sono appuntata io; suggerisco quindi una visita, specialmente in quelle giornate che siete bloccati a Milano perché c’è lo sciopero e non sapete come fare per passare il tempo: tanto lamentarsi su Facebook non serve a niente!!!

Per saperne di più:

 

Precedente Ricontestualizzare le opere d'arte: davvero si può fare? Successivo Giornata dei Castelli Aperti: Romano di Lombardia