Il Compianto di Crema: meraviglia del tardogotico lombardo

Il turista casuale ha pochissime certezze nella vita ed una di queste è l’oggettiva bellezza di Crema: piccola e curata, con un centro storico che merita una passeggiata in qualsiasi ora della giornata ed una campagna rigogliosa a due passi dalla città. Uno dei suoi gioielli è sicuramente il Duomo, ma non è di questa struttura che si vuole parlare oggi, se non in modo indiretto.

Il Duomo di Crema

All’interno della sua cripta infatti è conservato un Compianto ligneo molto interessante e molto diverso da quelli osservati di recente nel precedente post sul Compianto di Soncino: quello di Crema è più antico rispetto a quello soncinese, risale infatti agli anni Cinquanta del Quattrocento ed ha una storia piuttosto travagliata. Probabilmente non è stato pensato per il Duomo di Crema e anticamente si trovava a Madignano, nel santuario di Santa Maria del Marzale, dov’è documentato nelle visite pastorali del 1647 e del 1659. Nel 1991 tutte le statue tranne il Cristo vengono rubate e queste vengono ritrovate, tranne una Pia donna, nel 1995. L’ultima statua viene recuperata nel 1999 e da quell’anno il Compianto viene spostato nella chiesa di Sant’Imerio a Ripalta Vecchia, frazione di Madignano. Successivamente il gruppo scultoreo ha trovato l’attuale collocazione, che permette di osservarlo da vicino.

Il Compianto ligneo

Come si può notare osservando l’immagine, è evidente che tutto il gruppo sia stato sottoposto ad una pesante ridipintura, specialmente per le statue di Nicodemo e Giovanni Evangelista. Gli storici dell’arte che lo hanno studiato però sono riusciti a riconoscere il questo gruppo la mano di un seguace di Urbanino da Surso, scultore nativo di Pavia e attivo sia nella parte occidentale della Lombardia che in Piemonte. Urbanino, di cui si ha traccia documentaria già negli anni Venti del Quattrocento, è a capo di una bottega di artisti-artigiani, che ripropongono come lui modelli e linguaggi ancorati alla tradizione tardogotica, senza volontà di aprirsi alle nuove influenze culturali che cominceranno ad arrivare in Lombardia nella seconda metà del secolo. Baldino, figlio di Urbanino, si muove nel solco dell’insegnamento paterno e anche lui lavorava a stretto contatto con il padre almeno fino al 1448, anno in cui viene documentata una sua attività indipendente.

Dettaglio: Maria Maddalena e Giuseppe d’Arimatea

Concludendo, una cosa è certa: il turista casuale non pensava che così vicino potessero esserci così tanti (e vari!) Compianti realizzati in diversi modi! Ad esempio, il più antico della Lombardia si trova a due passi da Crema… ma questa è un’altra storia!

Per saperne di più sulla scultura in legno ecco una lettura interessante ed arricchente: Maestri della scultura in legno del Ducato degli Sforza, a cura di Giovanni Romano e Claudio Salsi, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2005.