Non solo il santuario! Alla scoperta della parrocchia di Caravaggio

La facciata della parrocchiale di Caravaggio dedicata ai santi Fermo e Rustico
La facciata della parrocchiale di Caravaggio dedicata ai santi Fermo e Rustico

Chiunque si rechi a Caravaggio, piccola cittadina della Geradadda poco distante da Treviglio, si limita purtroppo a visitare il santuario, edificio intitolato alla Madonna, costruito nel XVI secolo a ricordo dell’apparizione della Vergine a Giannetta de Vacchi, avvenuta il 26 maggio del 1432 in un luogo poco distante dal vecchio borgo caravaggino.

Il turista casuale dice purtroppo perché sono tanti i luoghi interessanti in questa piccola città, come la chiesa dedicata a san Bernardino da Siena, recentemente restaurata, e la chiesa parrocchiale, collocata nel cuore del borgo, che si presume essere stato il centro del vecchio castello ricetto che ha costituito la “base” dell’attuale Caravaggio. L’aspetto esterno della chiesa, dedicata ai martiri Fermo e Rustico, rimanda alle chiese di origine medievale: una facciata a salienti tripartita da pilastri, con archetti ciechi e mattoni a vista, a cui si affianca il bellissimo campanile. L’interno è stato molto modificato: all’aspetto medievale si è sostituita una decorazione barocca, che però non ha alterato la planimetria dell’edificio, caratterizzato da un corpo longitudinale diviso in tre navate e cappelle laterali. Sono proprio queste le parti più interessanti che ci permettono di dire che la chiesa sia una vera e propria pinacoteca! Il dipinto più antico risale al 1504 e rappresenta La Vergine con Bambino in trono fra i santi Andrea e Pietro, opera del pittore locale Cristoforo Ferrari de’ Giuchis.

La Vergine in trono fra i santi Andrea e Pietro, di Cristoforo Ferrari de' Giuchis, 1504
La Vergine con Bambino in trono fra i santi Andrea e Pietro, di Cristoforo Ferrari de’ Giuchis, 1504

L’opera, firmata e datata, rappresenta una testimonianza artistica importante perché permette di comprendere quanto la scuola locale caravaggina, molto vivace e attiva sul territorio, fosse influenzata dalla vicina scuola trevigliese, rappresentata da Bernardino Butinone e specialmente in questo caso da Bernardo Zenale.

Deposizione di Cristo, Francesco Prata, 1525

Di tutt’altro respiro è la Deposizione, realizzata circa vent’anni dopo dal pittore caravaggino Francesco Prata: attivo anche a Brescia, l’autore dimostra in questa tela di aver appreso la maniera di Romanino e di averla fatta propria, distaccandosi dalla rigidità formale che ancora caratterizzava la scuola locale. Non si tratta del solo lavoro presente nella chiesa parrocchiale: nel 1521 Francesco Prata riceve i pagamenti per la decorazione della cupola della cappella del Santissimo Sacramento, edificio a pianta circolare collocato accanto alla chiesa ed un tempo separato, ben visibile sul fianco meridionale.

La cappella del Santissimo Sacramento, di ispirazione bramantesca

Con questo piccolo post il turista casuale spera di avervi messo addosso un po’ di curiosità che vi spinga a visitare questa cittadina deliziosa, che ha ancora molto da dire!